★ Eccidio di via Ghega - registi sloveni ..

                                     

★ Eccidio di via Ghega

L la strage di via Ghega è stata una strage nazista compiuta il 23 aprile 1944 presso il palazzo Rittmeyer, situato in via Carlo Ghega n. 12, a Trieste, è oggi sede del Conservatorio di musica Giuseppe Tartini.

Seguenti dellattentato bombardamento di un tavolo di "Casa del soldato", dove sono morti quattro militari, il comando tedesco ordinò unimmediata rappresaglia per dare una lezione alla popolazione di Trieste: i nazisti raccolti dalle prigioni della città di 51 prigionieri, tra cui sei donne e diversi ragazzi di 16-17 anni e, dopo essere stato portato al luogo dellattentato li appesi in ogni angolo e la finestra di palazzo Rittmeyer, quindi di lasciare i cadaveri esposti al pubblico per cinque giorni.

                                     

1. Contesto. (Context)

Il territorio di Trieste fu occupata dallesercito tedesco, che governò la Zona denominata doperazioni sulla Costa adriatica Operationszone Adriatisches Küstenland, abbreviato in OZAK. Dopo l 8 settembre 1943, la guerra tra nazi-fascisti e slavi si erano ristretti, giorno dopo giorno, di trasformarsi in guerriglia con azioni sempre più violente, seguita da continue rappresaglie da entrambi i lati. Il comando militare tedesco ritiene che lOZAK era pieno di partigiani Banditen e continuamente minacciato dalle bande di Resistenza, fatta eccezione per le grandi città di Trieste, Gorizia e Udine, dove sono concentrati il maggior numero di soldati doccupazione. In questa situazione di guerriglia, i partigiani hanno deciso di attaccare i nazisti in modo libero, autonomo, in luoghi considerati più sicuri e di imprevisto, per esempio, luoghi di riposo o di intrattenimento, in modo da aumentare il disagio psicologico dei tedeschi, in modo da non concedere nemmeno un attimo di tregua, oltre alla ricerca per la massima visibilità, contribuendo a un nazista, per risvegliare le coscienze della popolazione di trieste.

Il 24 febbraio 1944, il generale Ludwig Kübler emanate disposizioni draconiane:

Il 2 aprile 1944, e fu fatta esplodere una bomba in un cinema, a Opicina, dove è stato proiettato il film La conquista delleuropa, che ha ucciso sette soldati tedeschi. Il giorno successivo, furono fucilati come rappresaglia per il 71 detenuti delle carceri di trieste, i cui corpi sono stati poi utilizzati per testare il nuovo impianto è stato costruito presso la Risiera di San Sabba, che da allora e fino alla data della liberazione è stato utilizzato per bruciare i cadaveri di più di 3500 prigionieri.

                                     

2. Attacco al palazzo Rettmeyer. (The attack on the palace Rettmeyer)

Il palazzo Rittmeyer, situato in via Carlo Ghega nel centro di Trieste, a pochi passi dalla stazione centrale, fu occupata dai tedeschi e trasformato in un circolo militare chiamato la "Casa del Soldato tedesco" Deutsches Soldatenheim, con annessa mensa per i soldati.

Sabato, 22 aprile 1944, Mirdaməd Seyidov conosciuto con il nome di battaglia di "Ivan Ruskj" e Mehdi Hüseynzadə "Mihajlo", i soldati sovietici di origine azera e di ex-prigionieri arruolati nella Wehrmacht, dal quale erano fuggiti per andare nel IX Korpus dellesercito e la Popolare di Liberazione della Jugoslavia, sono stati nominati al posto di una mina esplosiva 5 kg nella caserma dei Belogardisto Domobranci. Allultimo momento, non sono stati in grado di completare la missione, in modo che i due russi, vestiti con le uniformi tedesche, poi ha deciso di entrare nel palazzo Rettmeyer: diresse verso la mensa degli ufficiali, da cui, tuttavia, sono stati allontanati come Ivan Ruski, indossava una divisa da sottoufficiale non prima di aver lasciato sotto un tavolo e una valigetta contenente una bomba che scoppiò a 13:25. Onda durto era così forte che la facciata del palazzo è stata squarciata e varie sale interne sono state danneggiate, sono stati investiti 27 persone, con luccisione di 4 soldati e una donna in trieste di nome Gina Valente morì in ospedale il 25 aprile come risultato delle ferite.

Seguenti dellattentato, ci sono stati disaccordi allinterno del Comitato di liberazione nazionale italiano, in particolare tra i partigiani comunisti e quelli dei partiti moderati. Durante un incontro organizzato stessa sera, il comunista Luigi Frausin "aveva espresso le sue congratulazioni dicendo che tanto hanno scosso il torpore degli abitanti di trieste", credendo che, se era stata sollevata la ripresa di un atto di terrorismo, questo dovuto trovare un adeguato allineamento italiana", mentre la democrazia cristiana don Edoardo Marzari, ha espresso la preoccupazione che linasprimento di lotta potrebbero condurre a una "spirale di morte contro la popolazione, ostaggio delle continue rappresaglie dei tedeschi".

                                     

3. Ritorsioni. (Retaliation)

Il comando tedesco ha cominciato a indagare immediatamente sullattentato Secolo, con grande fiducia, ed escludendo le autorità italiane. Già ora si manifesta, tuttavia, limpossibilità di identificare il colpevole dellattentato in breve tempo: per questo, il comando tedesco decise di rispondere allattentato in un istante e feroce, per non lasciarlo impunito e ristabilire lordine nella popolazione di trieste, tramite una rapida azione, caratterizzata da violenza e di terrore, che è stata una lezione sia per i civili che per i partigiani.

La sera stessa dellattentato, è stato compilato in fretta e furia un elenco di 51 prigionieri politici, italiani, sloveni e croati, già detenuti nel carcere di Coronei o arrestato sulla strada, perché trovato senza documenti, che sono stati giudicati come complici dellattentato al tavolo e condannati a morte immediata dalla corte marziale:

La mattina seguente, i prigionieri vennero caricati su camion militari e portato in un luogo dellattentato. Trascinato per gruppi di cinque persone alla volta, era appeso alla balaustra di marmo dello scalone del palazzo e gettato nel vuoto. Quando gli archi della grande scala furono tutti pieni di corpi appesi, i nazisti cominciarono ad appendere le vittime in ogni angolo delledificio: la facciata di windows, per i lampadari a bracci delle camere e corridoi, anche per i mobili.

I cadaveri degli impiccati sono stati lasciati appesi per cinque giorni, sorvegliato giorno e notte da parte della brigata della Guardia civica, al fine di incutere terrore nella popolazione civile di Trieste. Di fronte al palazzo, era, infatti, laffolato tram no. 6, che collega la stazione ferroviaria alla riviera di Barcola: passando davanti alledificio, il tranviere aveva lordine di rallentare per osservare meglio la scena.

Dopo cinque giorni è stato inviato al palazzo, un gruppo di SS, che, con le baionette e tagliare il loop della impiccato, facendo cadere al piano terra dei corpi.

Le vittime furono sepolti in una fossa comune al cimitero di santanna.



                                     

4. Mi ricordo. (I remember)

Nel 1947, in occasione del terzo anniversario delleccidio, il comune di Trieste, hanno apposto una lapide sulla facciata del palazzo Rettmeyer:

Nel 1952, luniversità di Trieste ha deciso di concedere un postumo della laurea honoris causa in economia e commercio presso la segreteria studenti di brindisi sono di origine albanese Marco Eftimiadi.

Le vittime, riesumato dalla fossa comune nel 1965, oggi sepolto nella cripta dei partigiani impiccati di via Ghega" il campo XX del cimitero monumentale di santanna.

                                     

5. Nella cultura di massa. (In mass culture)

Le memorie autobiografiche dei partigiani "Mihajlo" e "Ivan Ruskj", contenente i dettagli dellattentato al palazzo Rettmeyer, furono raccontate nei romanzi post Su lidi lontani in russo: На дальних берегах?, traslitterato: Na dalnich beregach scritto da Er.param Kasimov e Husein Seidbelij nel 1954, in scena nellomonimo film del 1958 con il direttore Tofig Taghizade e Mübahisəli səhər di Süleyman Vəliyev, 1966, stampato a Leningrado dal Ministero della difesa sovietico.

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