★ Alceo Valcini - antifascisti polacchi ..

                                     

★ Alceo Valcini

Alceo Valcini è stato un giornalista italiano, corrispondente del Corriere della Sera a Varsavia dal 1934. Dopo linizio della seconda guerra mondiale, scritto dalla capitale polacca una serie di relazioni, che sono state alcune delle prime prove delle atrocità naziste dellolocausto.

                                     

1. Biografia. (Biography)

Nato nel 1909 a Trieste, Alceo Valcini un giornalista, tra le più famose firme del Corriere della Sera. Nel 1934 fu nominato corrispondente estero del giornale di Varsavia. Così, nel settembre 1939, fu testimone diretto durante linvasione tedesca della Polonia. Fascista della prima ora della sua adesione risale al 1921, pari dellamico Curzio Malaparte assunto un atteggiamento sempre più critico del regime, soprattutto per le sue simpatie pro-polacco, che lo ha portato a denunciare apertamente le atrocità naziste contro i polacchi e gli ebrei polacchi.

Nei primi giorni e mesi di guerra Valcini "azzardò linvio di corrispondenze impeccabile. Ha parlato del massacro degli ebrei. delle deportazioni dei bambini, saccheggi e stupri. I suoi articoli non sono stati pubblicati". Il giornalista è stato quindi quello di arrivare, attraverso una lettera diplomatica per leditore Aldo Borelli, in cui lo informava senza parole linizio della soluzione finale: "Prigionieri civili sono trasportati in carri sigillato. Ci sono molti casi letale. Il soggiorno deve adattare a sorvegliare i morti nella stessa stipatissimo carro per lunghe ore fino a destinazione. La proprietà privata è distrutto". Alla fine di aprile del 1940, ha inviato, anche a Milano alleditore simon e schuster di un manoscritto sotto il titolo di lavoro "La Vistola, il fiume in fiamme". Sottoposti a censura preventiva del ministero degli affari Esteri e il ministero della Cultura Popolare, la sua pubblicazione è stata ritenuta "inappropriato" per la sua impronta fortemente filopolacca e il record delle atrocità naziste contro gli ebrei. Il manoscritto è rimasto a Milano negli archivi della Casa Editrice, dove è stato poi distrutto in un bombardamento.

Linsistenza critica Valcini gli è costato il posto di corrispondente, da cui fu licenziato nellestate del 1940, con lentrata dellitalia nella seconda guerra mondiale a fianco della Germania. Valcini è rimasta a Varsavia, per la durata della guerra fino ai giorni immediatamente precedenti larrivo delle truppe sovietiche. Ha continuato meticolosamente documentare gli eventi di cui fu testimone diretto.

Tornato in Italia alla fine del 1944, Valcini è ora distribuito su posizioni e anti-fascista. Si rifugiò in una stanza di un hotel a Venezia decide di riorganizzare i loro scritti, i loro ricordi di guerra a Varsavia. Nasce così un nuovo volume: Il calvario di Varsavia, che sarà pubblicato nel 1945 a Milano, Garzanti allindomani della Liberazione.

Il libro è in assoluto una delle prime testimonianze dellolocausto in Polonia. Descrive nel dettaglio le politiche repressive messe in atto dai tedeschi allindomani di occupazione di Varsavia e il resto della Polonia vis-à-vis i due poli e, soprattutto, degli ebrei: gli arresti, i furti, le violenze, "sistematica sparizione di giovani ragazze" per i programmi di eugenetica, le esecuzioni sommarie, distruzione di sinagoghe, la creazione di ghetti, limposizione di lavoro forzato. Nellestate del 1941 inizia linvasione Sovietica, con loperazione Barbarossa, mentre in Polonia la situazione nei ghetti autore visita personalmente quelli di Lodz, Varsavia e Siedlce è sempre più drammatica, per la fame, le malattie, e linizio delle deportazioni verso la sempre più massiccia da cui non cè ritorno. Il libro documenta la costernazione dei soldati italiani di fronte ai massacri di civili da parte loro alleati tedeschi, tra cui le non infrequenti episodi di aperta resistenza. Esso fornisce quindi un resoconto dettagliato dellinsurrezione del ghetto di Varsavia del 1943 e la rivolta di Varsavia del 1944.

Il libro comprende anche una serie di fotografie scattate in Polonia, che documentano la distruzione di Varsavia dai nazisti, dai primi bombardamenti del 1939, la soppressione della rivolta di Varsavia nel 1944). Tra loro cè anche un "per una colonna di donne ebree che tornare al ghetto di Siedlce, dopo una giornata di lavoro" e un paio che documentano la repressione della rivolta del ghetto di Varsavia nel 1943. Il libro si conclude con limmagine di una città completamente distrutta, ma anche con una nota di speranza sulla sua capacità di rinascere dalle rovine.

Nel periodo post-bellico Valcini è stato assunto dal Giornale, in italia, per poi tornare nel 1951 per il corrispondente del Corriere della Sera da Vienna, grazie allinteressamento diretto da Mario Missiroli.

Nonostante la straordinaria importanza della testimonianza di Alceo Valcini i suoi scritti sono praticamente ignorato e sconosciuto anche agli specialisti della materia. Nel 1980, è stato pubblicato un secondo libro, di Danza presso lhotel Polonia Brescia, Edizioni del Moretto, 1980), che raccoglie le memorie del suo ritorno a Varsavia nellimmediato dopoguerra. Ancora inedito in Italia è, invece, importante articolo Z Malapartem w warszawskim getcie Con Malaparte nel ghetto di Varsavia, pubblicato in traduzione polacca nel 1990, e che offre interessanti parallelismi con le pagine di Curzio Malaparte, in Kaputt 1944.

Valcini morì a Parigi nel 1991.

                                     

2. Le opere di Valcini. (The works of Valcini)

  • Alceo Valcini, Danza presso lhotel Polonia, Brescia, Edizioni del Moretto, 1980.
  • Alceo Valcini, Il calvario di Varsavia 1939-1945, Milano: Garzanti, 1945.

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