★ Giuliano DellAntonio - insegnanti jugoslavi ..

                                     

★ Giuliano DellAntonio

Giuliano DellAntonio è stato un militare e partigiano italiano. Era un membro della resistenza cattolica in Friuli-Venezia Giulia, comandante della Brigata partigiana "Venezia Giulia", lufficiale di collegamento con la brigata friuli, Osoppo, e un membro del Comitato di Liberazione Nazionale - nord Italia al fianco di Enrico Mattei.

                                     

1.1. Biografia. I bambini e il periodo della guerra. (The children and the period of the war)

Nato a Trieste l 11 gennaio 1912 dai docenti del trentino emigranti della Val di Fiemme, è cresciuto in una grande famiglia di tradizione cattolica. Dopo aver lavorato come segretario della scuola presso il Liceo scientifico "G. Oberdan" di Trieste e si è laureato in economia e commercio aveva a trascorrere gran parte della sua giovinezza, come molti dei suoi compagni di classe del 1912, nel Regio Esercito. Il primo, chiamato per il servizio militare e poi in servizio permanente, raggiunse il grado di capitano dopo vari corsi ufficiali e dopo aver frequentato la Scuola di alpinismo di Aosta. Egli è stato poi assegnato alla Divisione Alpina "Julia" come il Comandante della 69ª Compagnia del Battaglione "Gemona" distribuito sul fronte albanese-greco per la disastrosa campagna di Grecia.

Il "Gemona" è stato distribuito per la difesa di Monte Golico e la 69ª azienda situata nel burrone da Dragoti sale verso lalto. Qui, il 18 marzo 1941, lazienda ha affrontato una dura lotta per interrompere lassalto dei greci. Durante la battaglia porzione 1143 del monte Golico una granata lo ha ferito e ucciso il suo supervisore, in un successivo contrattacco greco cadde a mezzo delle alpi e una buona parte è stato fatto prigioniero dai soldati greci. Tra di loro è stato catturato anche il capitano DellAntonio, valorosamente sostituito dal Tenente Franco Cavazza, che per questa azione sarà insignito della croce di guerra al valor militare. Soccorso, è stato caricato su un camion per essere trasportato allospedale di Salonicco insieme ad altri sedici Ufficiali del Battaglione, sono stati feriti durante lazione. In mezzo, però, è stata centrata da stemma della stessa soldati combattenti e ha preso fuoco, permettendo la salvezza solo dei quattro feriti, che occupava la parte posteriore del veicolo e che hanno avuto il tempo di saltare fuori.

Giuliano era uno di loro, anche se bruciato in modo serio sul viso e sulle mani. Tornato in Italia, dopo il decisivo intervento in tedesco conflitto italo-greco, è stato trasferito in un ospedale nave da Salonicco a rotta di Bari è pericoloso, dato che le navi ospedale sono stati spesso oggetto di attacchi da parte della marina alleata, dove rimase in convalescenza per diversi mesi. Qui è stato raggiunto dalla notizia che il suo battaglione, il "Gemona", era stato praticamente distrutto nella notte del 28 marzo 1942, durante il trasferimento dalla Grecia allItalia perché dellaffondamento della nave "Galilea", utilizzato come una nave-ospedale, e per il trasporto di passeggeri.

                                     

1.2. Biografia. La lotta di resistenza. (The struggle of resistance)

Tutti i diritti, non completamente dalle ferite della guerra, che portano dolore costante, tornato a Trieste, entrò in contatto con il parroco, don Marzari e con lambiente delluniversità cattolica intende organizzare clandestinamente per combattere il regime nazi-fascista, che dopo l 8 settembre, controllato il Paese. Nel giugno del 1944 alle dipendenze di "Drive", il nome di battaglia di Giuliano DellAntonio, la brigata partigiana, di ispirazione cattolica, il Corpo dei Volontari della Libertà CVL chiamato "Venezia Giulia" ha cominciato ad essere operativo nella lotta di resistenza. La prima operazione consisteva in una "propaganda di fuori dei cantieri navali di trieste e attività di informazione e di collegamento" e "Drive" e poi Carrà e il suo vice, con i Corsi del quinto Esercito, e la II divisione Osoppo-Friuli. Lo stesso DellAntonio servita da una parziale caso di lettere e documenti, i partigiani nascosti nei tubi metallici di tende.Con il fratello Carlo, inoltre, collabora alla pubblicazione di testa, e lillegale "SAN GIUSTO, organo democratico di lotta di liberazione", il cui editore era il resistente Paolo Blasi Ibis.

Questa campagna di "reclutamento", rivolto in particolare verso i militari ancora in servizio con le forze armate regolari, ha avuto un buon riscontro tra i membri della Guardia civica, così come tra quelli della Marina repubblicana e anche il famoso X-Mas. Aveva anche costituito un gruppo di ausiliari di PS, quindi, di entrare illegalmente, e formarono la brigata "San Sergio". Nel novembre del 1944, Julian DellAntonio è stato inviato allalto adige, lIstria con il compito di contattare il battaglione partigiano "Alma Vivoda". L"Alma Vivoda" tuttavia, è stato attaccato dallesercito nazista, e molti membri di essa sono stati fatti prigionieri. Anche "Drive", la stessa che era in missione finì nel gruppo dei catturato. I "diari" del CLN, conservati nellarchivio dellistituto regionale di storia del movimento di liberazione di Trieste, diciamo che DellAntonio è stato in grado di convincere i tedeschi, forse a causa della sua origine, che in trentino che la sua cattura è stato un errore. Rilasciato nel mese di gennaio, tuttavia, fu presto dichiarato latitante e ricercato dai tedeschi, che nel frattempo era giunto alla conclusione che quello rilasciato non era un innocuo tripper preso per errore in un raid, ma il capo di una brigata partigiana.

Il terreno è caldo per il piombo, e poi fu inviato a Milano in cui ha rappresentato la Venezia Giulia nel Comitato di Liberazione Nazionale - alta Italia, CLNAI), presieduto da Alfredo Pizzoni, in collaborazione con Enrico Mattei. Nel frattempo, a capo della "Venezia Giulia" è stato il secondo in comando Carra, mentre suo fratello, Carlo DellAntonio, nome di battaglia "Luciano Marzi", che è già il Capitano pilota dellaeronautica italiana, che è entrato anchegli in movimento partigiano ha assunto il comando ufficio informazioni militari del movimento della resistenza cattolica con contatti potenziali membri del CC e il secondo in comando della divisione "Domenico Rossetti". Nei giorni della tragica e drammatica per loccupazione dei comunisti, slavi titini nella città di Trieste, molti italiani scomparsi per sempre nelle cavità carsiche chiamate "foibe" a causa di una crudele pulizia etnica, la politica fatta dal regime jugoslavo e dei suoi sostenitori. Tra gli infoibati, molto probabilmente, cera Carlo, del quale non si sapeva nulla, nonostante la ricerca disperata di suo fratello Giuliano, restituito alla città dopo essere stato fermato allispettorato Speciale di PS di via Cologna occupata dalle truppe "liberatorio" e dove la guerra è ormai finita, era andato per il recupero di beni che sono stati sequestrati.

                                     

1.3. Biografia. "Stay-behind" e la morte. (The "Stay-behind" and the death)

Finiti i drammatici eventi della guerra e post guerra, nella tormentata territorio di trieste Giuliano aveva per iniziare una nuova vita. Sposato con Jolly Hoffmann ha fondato con alcuni amici, durante il periodo in cui Trieste è stata dichiarata "territorio libero", lagenzia di informazioni, Astra, finanziati anche dal governo di Roma per sostenere il ritorno allItalia della città. Il 5 ottobre 1954, il generale Winterton, il governatore militare del territorio libero, ha dato lannuncio dellavvenuto accordo che ha restituito la città alla madrepatria.

Giuliano DellAntonio, ormai lontano da questi problemi, ha aperto con suo fratello Giovanni, un privato ragioniere, ma la sua esperienza maturata negli anni della lotta di liberazione, non poteva passare la pena nel periodo della guerra fredda, in cui i due blocchi, occidentale e orientale, sembrava essere sul punto di innescare un nuovo conflitto. Contattato, è stato chiamato, in segreto, per essere parte dellorganizzazione dellitaliano Nato Stay-behind" per una possibile azione di sabotaggio e di resistenza nel caso di occupazione militare del territorio nemico. Terminata questa esperienza è stata finalmente in grado di dedicarsi alla sua vita privata.

Giuliano DellAntonio è morto alletà di 94 anni, il 12 agosto 2006.

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