★ Chiesa di SantIgnazio, Gorizia - presbiteri sloveni ..

                                     

★ Chiesa di SantIgnazio (Gorizia)

Alla fine del Xvi secolo, Gorizia è una piccola cittadina di circa 5000 abitanti, circondato da un muro di cinta a nord-ovest era una grande area verde, quella di gorizia, usando il termine sloveno, chiamato a Travnik. Sul prato affacciano alcuni edifici e alcuni laboratori di artigiani. Quando il Protestantesimo ha iniziato a diffondersi, soprattutto grazie allopera di predicatori come Primož Trubar, che ha tradotto la Bibbia in sloveno, e vissuto a Gorizia, la predicazione in italiano, sloveno e tedesco, la struttura della chiesa di gorizia è stata molto debole. Infatti, dipendeva dal Patriarca di Aquileia, che, dopo il Friuli nel 1420 passò alla Repubblica di Venezia, è disinteressato dei vasti territori di sua pertinenza è rimasto sul suolo austriaco. Per far fronte a questa situazione, già alla fine del 500, alcuni nobili, tra di loro Vito di Dornberg aveva proposto listituzione di una Diocesi indipendente. Le richieste sono state solo parzialmente accolta: nel 1574 fu costruito in Gorizia, Arcidiaconato. Coloro che hanno lavorato in modo più efficace, dalla diga contro il protestantesimo erano i vari ordini monastici: i francescani, che era stato attivo a partire dal XIII secolo a Gorizia, le orsoline, le clarisse, il fatebenefratelli, il carmelitani, cappuccini e gesuiti dal 1615. Tutti questi religiosi accasarono prima come ospiti alle varie famiglie nobili, la gubana, e nel 1620 acquistò una casa a Travnik. Allinizio sono modellate sulla struttura amministrativa che ha visto Gorizia dipendono dalla regione dellAustria Interna con il città di Graz, sono subordinati alla sede del capoluogo della stiria. Ma dal 1620 erano rese indipendenti dalla casa madre. I gesuiti introdotto anche a Gorizia, un nuovo concetto di fede, e, seguendo i dettami controriformistici, ha portato i canoni dellarte barocca, un gusto per la celebrazione del sontuoso e solenne. La presenza e lattività dei Gesuiti si dispone di abbondanti informazioni che abbiamo ricevuto lopera Historia Collegij Goritiensis: naturalmente cè raccontata la storia della costruzione dei loro edifici principali, il collegio, il seminario e la chiesa dedicata al loro fondatore.

La costruzione del collegio, che si trovava a lato della chiesa, dove oggi è il palazzo.No.P.S., iniziò negli anni venti del Xvii secolo: sappiamo che hai speso per iniziare a 1600 fiorini. Nel 1632, si hanno notizie di una ristrutturazione della cucina e il refettorio. È stato trasferito per la sartoria, hanno aperto un varco nuovo giardino due camere per gli studenti universitari. 1639 date dallo scavo di un pozzo profondo 18 metri, a 1642 e riqualificazione del complesso attraverso lacquisizione della casa adiacente ad un nobile, un Panizol. Il consiglio ha continuato a crescere regolarmente fino al 1726. Messa a fuoco sulla chiesa, la prima novità rispetto alle opere risalenti al settembre 1654: per diversi anni i gesuiti sono stati avviati attraverso la raccolta di fondi e donazioni, tra cui quella dellimperatore Ferdinando, che aveva fortemente sostenuto una presenza dei gesuiti in regioni più colpite dal proselitismo luterana. Tuttavia, dopo appena un anno di lavoro, nel Natale del 1655 i muri crollati sotto il fragore piogge abbattutesi per tutto lautunno. La responsabilità era contro allimpresario, il cui nome non è menzionato nei documenti, e questi dovevano essere a proprie spese, di organizzare per la ricostruzione. In seguito, limpresario era cambiato: nel 1656 dal Fiume è venuto a Bartolomeo Winterleiter. Nel 1664 fu costruito il presbiterio. La parte delle mura è stata completata nel 1680. Il giorno di SantIgnazio di eventi 31 luglio 1680, il vescovo di Trieste Giacomo Ferdinando Gorizzutti celebrato dallaltar più una messa solenne.

Dal 20 luglio 1682 al 14 febbraio 1683, la chiesa è rimasta chiusa a causa di unepidemia di peste bubbonica, le cui devastazioni descritto efficacemente il gesuita padre Giovanni Maria Marussig, nel suo Diario di peste Goritia. Ciò che rimaneva era quello di finire la facciata, che è stato progettato da Cristoph Tausch e si è conclusa nel 1722, e poi è stata la volta dei campanili, nel 1724, e gli affreschi furono completati nel 1727. La chiesa fu consacrata nel 1767 da Carlo Michele dattems, quando Gorizia è già da più di 15 anni, la sede arcivescovile, e lui lArcivescovo. SantIgnazio non ha subito molte modifiche: tranne che per il trauma della guerra, da cui il danno per la chiesa è stata relativamente risparmiata rispetto al destino di altri edifici. Cambiato un sacco di contesto: la piazza, soprattutto nel corso del Xx secolo, ha subito diversi interventi urbanistici, almeno, discutibili, tra cui il demolozione del Collegio dei gesuiti negli anni venti, per lasciare posto al già citato palazzo dellINPS degli anni cinquanta, leviscerazione dellantico tessuto urbano, per creare la via Roma, negli anni trenta, la costruzione della galleria bombi, che ha cambiato radicalmente la facciata della piazza, e, infine, il progressivo degrado nel parcheggio della stessa. Un recente restauro ha restituito alla piazza parte delloriginario splendore.

                                     

1.1. Esterni. Facciata. (Facade)

Presenta una struttura divisa in tre piani distinti: nel primo, ci sono i portali per le highlands, nel secondo, quattro finestre e una porta che dà sul balcone, nel terzo del timpano. Architetto Cristoph Tausch, responsabile del progetto, ha cercato di spostare il tutto con un gioco di luce e ombra, giostrando con lalternanza di pilastri e colonne emergenti dalla parete di fondo, un effetto che si nota in modo potente al primo piano. Al primo piano della facciata sono inseriti, oltre ai portali, sei finestre e tre nicchie che accolgono altrettante statue. Il tutto è gestito, come già accennato, da quattro colonne e tre colonne a tre quarti che conferiscono alla facciata un scompartimentazione piuttosto regolare in direzione orizzontale. La nicchia sopra il portale, a sinistra, San Giuseppe con il bambino gesù, luno a destra San Giovanni Battista, nel centro storico, ha fatto molto di più elaborato, SantIgnazio di Loyola. Il primo è opera di Giovanni Pacassi, o Paolo Callalo, mentre gli altri due sono attribuiti ad Antonio Gai. Il Callalo, e il laboratorio potrebbe essere assegnato agli angeli accosciati sul timpano è rotto nel portale. Le maestose porte in rame sono di Erminio Fabris, che ha completato nel 1932, probabilmente su commissione di Silvano Baresi. Le pareti laterali non sono decorati, oltre alla perforazione sotto il bordo del tetto e serramenti.

                                     

2. Allinterno. (Inside)

Linterno è strutturato secondo una ricerca della solennità tipica del barocco. Si tratta di una navata, molto alta e ariosa, che si innesta quasi senza soluzione di continuità del presbiterio, della stessa altezza. Ai lati della navata con sei cappelle laterali separati da pareti divisorie. Questi fine con i pilastri raddoppiato, con capitelli decorati da volute e rilievi a forma di foglie dacanto. Il soffitto è a botte. In sostituzione della cupola, questa galleria, la struttura tipica delle chiese dei gesuiti.

                                     

2.1. Allinterno. La navata centrale. (The central nave)

La chiesa ha un piano in recente a scacchi bianchi e bruno-rossastro, invece del bianco e nero, risalente al 1832. Come si entra nel grande portale, si nota sulla parete una lapide che ricorda la consacrazione della chiesa, probabilmente questo non è loriginale. Il soffitto è affreschi delludinese Lorenzo Bianchini, che li eseguì nel 1891. Nelle quattro caselle, a partire dallingresso, arrivano fino alla soglia del presbiterio, si trova: il coro degli angeli cantanti e musicisti, San Giuseppe con giglio, e San Pietro con le chiavi del Regno, La Signora con SantIgnazio e i santi gesuiti, Larcangelo Michele con la spada e lo scudo e larcangelo Gabriele con il giglio. La luce e i colori fanno pensare che il pittore, come è tipico dellarte del diciannovesimo secolo, ha scelto di essere ispirato da un modello pittorico del passato, in questo caso, il rinascimento.

                                     

2.2. Allinterno. Il presbiterio. (The presbytery)

Solo un passaggio di una differenza di altezza e un leggero restringimento dellintervallo indicano la presenza del presbiterio, in fondo alla navata. Laltare risale al 1716, vi si accede salendo cinque gradini di marmo rosso di bianco, con intarsi di marmo, giallo e nero. La mensa è decorato con le curve rococò è dominato da un baldacchino: la parte inferiore è costituita nel tabernacolo porta coperta di panno rosso, con il quale viene innestata una croce, lungo la quale si avvinghiano i rami di metallo che assomiglia a un vegetale. Un vano è descritto da sei colonnine in cui è esposto il Santissimo Sacramento. Le colonne che sostengono una cupola di marmo rosso. Intorno al socket, le statue dei quattro evangelisti, la Madonna e il bambino al centro. Inoltre, quattro statue, alto sei piedi", la torre, e a destra san. Stanislao Kostka e st. Francesco Borgia con un teschio, mentre a sinistra è san. Francesco Saverio e san. luigi Gonzaga. Il tutto è opera di Pasquale Lazzarini. Ai piedi altare sono due candelieri contemporanea in marmo. Sulla parete di fondo spicca laffresco di Cristoph Tausch, circondato da sei maestose colonne dipinte, raffiguranti la Gloria di SantIgnazio. Sotto windows ci sono quattro medaglioni: è probabile che raffigurano i Padri della Chiesa. Le pareti sono decorate con scene della Vita di SantIgnazio, un lascito del pittore dellottocento veneziano Eugenio Moretti Larese, che ha dipinto forse nel 1858. Sotto le finestre laterali del presbiterio sono quattro cartigli decorati con motivi floreali, che fanno da cornice alla tre episodi della vita del santo. Le tre lampade, risalente al XVII secolo.



                                     

2.3. Allinterno. Cappella dellArcangelo Raffaele. (Chapel dellArcangelo Raffaele)

Questa è la prima cappella a sinistra, guardando dal coro. Contiene laltare dedicato allarcangelo Raffaele nel 1743 da Giovanni Battista della Torre. Si compone di una mensa, di forma rettangolare, decorato con putti e motivi di foglie intrecciate. La parte superiore è formata da quattro colonne di marmo bianco, a supporto di un frontone spezzato con due angeli seduti. Cè un dipinto che raffigura la lArcangelo Raffaele con Tobiolo, a fianco di alcune statue di putti. Laffresco della volta raffigurante il Sacro Cuore di Maria, dipinta nel 1931 Tiburzio Donadon.

                                     

2.4. Allinterno. La cappella di Santa Barbara. (The chapel of Santa Barbara)

È la seconda cappella a sinistra, guardando dal coro. Contiene un altare settecentesco, precisamente a Santa Barbara dedicato, che si compone di due colonne di marmo nero che sostengono un cornicione su cui spiccano due angeli. La mensa è impreziosito da motivi geometrici in marmo policromo. Due angeli supporto di un anagramma di Maria. La pala di Raffaello Pich, datato 1861, in modo certamente non originale, di cui destino non si sa nulla. Il santo raffiguratavi in atteggiamento solenne, egli ha in mano il calice con leucaristia, e la spada con la quale suo padre decapitò. I colori ricordano il manierismo italiano. Sul soffitto cè un affresco raffigurante La Stimmate di San Francesco.

                                     

2.5. Allinterno. La cappella di San Giuseppe. (The chapel of San Giuseppe)

Laltare di San Giuseppe, attribuito al Pacassi, il contenuto di questa cappella, la terza a sinistra per chi guarda dal presbiterio, è unopera in marmo di grande valore. Voi sapete che è stato costruito nel 1685 dalla famiglia Cobenzl spese 1248 fiorini renani, in cambio di guadagnare essere in grado di avere una tomba di famiglia in questa cappella. Laltare è la mensa, riccamente decorato, è composto da un sofisticato alternanza di colonne e altri elementi architettonici con le illusioni. Oltre alle due colonne esterne, ve non due con intarsi con diagonale di marmi policromi. Sulla parte in alto, lo stemma del Cobenzl, con due angeli in alto. La pala daltare di Transito di san. Giuseppe risale al XVII secolo. Il soffitto è decorato con la fuga in Egitto, Dio Padre, e la Presentazione al tempio.

                                     

2.6. Allinterno. La cappella di San Francesco Saverio. (The chapel of St. Francis Xavier)

Laltare, contenuto nella prima cappella a destra guardando dal coro, è stato eretto un lascito del conte defunto tedesco della Torre, nel 1686, la cimasa si ricorda di lui, prendendo lo stemma di famiglia. È in marmo di vari colori, dispone anche di diversi intarsi geometrici simili allaltare di San Giuseppe. Ha una vecchia pala, eventualmente rimosso da un precedente altare in legno, raffigurante San Francesco Saverio, mentre nella cura degli appestati. Questo altare è il solo lato con il tabernacolo in marmo, eseguito nel 1719 da Pasquale Lazzarini, e costo di 160 fiorini. La pala daltare è di Clemente Del Neri, 1920, nel soffitto, tre piccoli affreschi.

                                     

2.7. Allinterno. Il pulpito. (The pulpit)

Tra la cappella e la successiva, dedicata alla Santa Croce, è un pulpito. E stato realizzato in marmo bianco di Carrara e marmo verde di sicilia, nel 1750. Varie decorazioni che adornano il manufatto: una, rame, allegando il monogramma di Gesù in lapislazzuli. Ci sono anche le statue che rappresentano san. Pietro e San Paolo, di buona fattura e attribuita a Pietro Baratta.

                                     

2.8. Allinterno. Cappella della Santa Croce. (Chapel of the Holy Cross)

Nome altare contenutovi fu eretto nel 1764 dal conte Nicolò di Strassoldo, in vece di quello precedente, eretto nel 1681 da Torre e trasportata nella chiesa di San Pietro. Porta di sculture che rappresentano i simboli delle tre virtù teologali: la croce e il calice di Fede, la Speranza e la Carità con due bambini in braccio. La pala daltare raffigura una Deposizione dalla croce, ispirato da una stampa da Louis Desplaces che riproduce un dipinto di Jean Jovenet conservato al Louvre. Il presunto autore è Franz Lichtenreiter. Sul soffitto, Carlo Borromeo distribuisce la comunione agli appestati. A terra la lapide dei principali altare, e quella della sua famiglia.

                                     

2.9. Allinterno. Cappella dellimmacolata concezione. (Chapel of the immaculate conception)

Ospita un altare eretto nel 1736. Si compone di una cimasa decorata con putti, sostenuto da quattro colonne di marmo africano. La mensa è decorato con tralci di vite e putti, nellaltare, un dipinto raffigurante lImmacolata, un pittore di Graz, ispirata al Bene, e sul soffitto un affresco raffigurante il Sacro Cuore di Gesù.

                                     

2.10. Allinterno. Il coro. (The choir)

Il soffitto sotto il coro è decorato da Santa Cecilia a suonare lorgano. Anche le cappelle laterali sono decorate con le stazioni della via crucis. Il coro ospita anche lorgano, risalente al 1932, e lopera della ditta Beniamino Zanin, e i figli di Codroipo. Molti organi sono verificati prima di questo, il primo è stato menzionato nel 1634.

Degni di nota sono ancora le due sagrestie, con mobili dellepoca, la tomba dove riposano i padri gesuiti, le campane, due per il campanile, risalente a un 1874, due 1947 al 1962, si sono sintonizzati in re bemolle, mi bemolle, e IL. Xviii secolo, paramenti sacri le panche della Chiesa.

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