★ Giuseppe De Santis - direttori della fotografia jugoslavi ..

                                     

★ Giuseppe De Santis

Giuseppe De Santis, regista, sceneggiatore, critico cinematografico e docente italiano, tra i maggiori esponenti del neorealismo cinematografico.

                                     

1. Biografia. (Biography)

De Santis è nato a Fondi, provincia di Latina, ma al momento in provincia di Caserta, l11 febbraio 1917 Oreste De Santis, un geometra, e Teresa Goduto. Già negli anni della formazione ha mostrato vivo interesse per la letteratura, la composizione e la pubblicazione di racconti intessuti di vita del villaggio e la famiglia. Il fratello di uno dei più grandi direttori della fotografia italiana di Pasqualino De Santis.

Tra il 1935 e il 1940 a Roma, studente universitario di Lettere e Filosofia, presto abbandonato per seguire la sua vocazione di regista, egli è stato in grado di partecipare a un gruppo di giovani intellettuali che gravitavano intorno al Meridiano di Roma, ma soprattutto per la galleria della Cometa, a cura del poeta Libero de Libero, suo connazionale. Il gruppo ha elaborato, quindi, una poetica e la visione artistica globale pagato allinterdisciplinarità ed è caratterizzata da razionalità e pragmatismo: e a causa di questi principi, De Santis capito che lillustrazione e la discussione più efficace potrebbe essere meglio raggiunto con lo strumento del cinema. Ha frequentato lOsteria Fratelli Menghi, un noto luogo di ritrovo per pittori, registi, sceneggiatori, scrittori e poeti tra gli anni 40 e 70.

In quel periodo, la situazione del cinema italiano, era depressa, a causa del divieto di auto-imposto dal fascismo contro limportazione di film stranieri: furioso moda dei telefoni bianchi, ecc. In una tale situazione, il gruppo di intellettuali riuniti intorno alla rivista quindicinale Cinema diretta da Vittorio Mussolini, figlio di Benito Mussolini, già dal 1940 De Santis ha supervisionato una rubrica fissa: discutere e collaborare con giovani di talento, come Carlo Lizzani, Gianni Puccini, Antonio Pietrangeli, ha contribuito poi alla realizzazione del Film, la rivista che durante il fascismo, è riuscito a giocare tra le linee, unopposizione più chiaro e significativo per la politica culturale del regime, e che terreno fertile per le forze culturali, ispirato dalla visione culturale di Giuseppe Bottai, nel periodo post-bellico convertitesi allantifascismo contribuirà al rinnovamento del cinema italiano.

Tuttavia, negli anni 1940 e 1941 De Santis, e ha partecipato a Roma al Centro Sperimentale di Cinematografia, dove si diploma brillantemente, ed è stato in grado di fare il primo test del film. In quegli anni, inoltre, è entrato in contatto con un importante gruppo di giovani romani-fascisti, in particolare, Mario Alicata, Giaime Pintor, Antonello Trombadori e il contadino Pietro Ingrao tutti esuli dal fascismo, sociale e anti-semita Coopers per arrivare gradualmente al comunismo. La frequentazione di questo gruppo è stato decisivo per lorientamento della politica e culturale del giovane De Santis, che giocatore nel PCI incontrato spontaneamente dalla classe operaia e il mondo contadino, da cui trarre non solo i temi le problematiche che saranno le sue opere mature, ma anche uno stile appropriato e realistico, e lepica, il racconto di tradizioni, di musica e di cultura popolare.

                                     

2. Attività professionali. (Professional activities)

Dopo alcune collaborazioni con registi di grido come Luchino Visconti Ossessione, per cui ha scritto anche la sceneggiatura, e Roberto Rossellini, nel Desiderio, nel 1948 realizza il primo lungometraggio, Caccia tragica, che per i temi della lotta tra i contadini di una cooperativa e un gruppo di agrari, il ritmo del dramma popolare, non immune, tuttavia, da esigenze narrative "americane", inaugura la stagione del neo-realismo, De Santis contribuisce, attraverso lanalisi rigorosa delle forze sociali, un impegno diretto della realtà umana e sociale spesso i suoi attori sono presi dalla gente del posto, ma, in particolare, superando i modi documentario del cinema sovietico e lideologismo della letteratura nazionale-popolare, con un uso originale della fotocamera, che riproducono le cadenze e ritmi di narrazione visiva e propria del cinema americano.

Prima del 1943, e quindi prima della realizzazione del film Ossessione di Luchino Visconti, Gianni Puccini, Giuseppe De Santis e Mario Alicata, aveva cercato di lanciare un film basato su un racconto di Verga basato sulla storia di un contadino che, alla fine del secolo scorso, diventa bandit è una Tragedia di Erbacce. Ma, purtroppo, la sceneggiatura è stata completata, il Ministero della Cultura Popolare, nella persona di Alessandro Pavolini ha dato il permesso di farlo, e infatti Pavolini nella sua mano ha scritto sulla copertina del copione: "giù con i banditi!".

Questi personaggi contribuiscono notevolmente al trionfo della prossima prova, Riso amaro, 1949, che si occupa della lotta per la vita delle mondariso, in una storia che combina lanalisi della politica segnata dalla lotta di classe alla sfera privata dei protagonisti. Il direttore migliora il dramma di unesordiente eccezionale, Silvana Mangano. Per questo film, De Santis e Carlo Lizzani ha vinto la nomination per il Premio Oscar per il miglior soggetto.

Gli stessi problemi, sullo sfondo di un mondo rurale ancora "primitiva" e conflittuale, che il nativo di Fondi, sono trattate con laltro Non cè pace tra gli ulivi, 1950. Con Roma ore 11, ispirato a una storia vera di forte contenuto sociale ha avuto luogo a Roma nel 1952, e Un marito per Anna Zaccheo, 1953, che esamina la vita e i tormenti di una ragazza napoletana afflitto dalla sua procace bellezza, che diventa ostacolo per il normale ciclo di vita a cui aspira, De Santis lascia momentaneamente la campagna per affrontare i problemi dei cittadini e borghesi, in unItalia che in mezzo ricostruzione è diventato sempre di più sui miti e gli atteggiamenti di "americani". La sua direzione si distingue, in particolare per lutilizzo del saggio e loriginale del crane, dolly e la messa a fuoco pan tecnica, che domina il movimento, un grande, ma controllato, in particolare, delle folle.

Giorni damore 1954, e Uomini e lupi, 1957 torna ai temi di consueto. In particolare, i Giorni dellamore è il suo primo film a colori, e ha vinto il Nastro dargento nel 1955 per migliore attore a Marcello Mastroianni, e poi il premio per la migliore fotografia a colori del III Festival Internazionale del Cinema di San Sebastian, Otello Martelli.

Con La strada lunga un anno, girato nel 1958 in Istria e candidato al premio oscar per il miglior film straniero, inizia la crisi del regista: una crisi di ispirazione, stanchezza, incapacità di rinnovarsi profondamente in un periodo storico molto importante per la sinistra, che non è in grado di assorbire gli eventi catastrofici del comunismo sovietico, destalinizzazione, la frantumazione della rivolta in ungheria, 1956. Ma tutti in vena di neo-realismo entra in crisi, dando spazio alla commedia italiana. Tuttavia, il film ha vinto il premio per la miglior regia al Festival di Pola, 1958.

La nuova stagione della produzione di De Santis inizia con una sbiadita nel bachelor pad 1960 raccontare lavventura vicenda di un uomo che, infine, deluso, torna per la sua famiglia, continua con il Italiani brava gente 1964, una co-produzione italo-sovietica sulla ritirata di Russia dellesercito italiano, che torna sotto la pelle dellideologia nelle forme di ribellione dei proletari di tutte le parti in conflitto contro la guerra, e si conclude con Un apprezzato professionista di sicuro avvenire 1972, un feuilleton che sembra voler coinvolgere i temi della trionfale indirizzo della commedia italiana.

Negli anni 80 e 90, è docente presso il Centro Sperimentale di Cinematografia, continuando in parallelo alla fase di progettazione film che non vedrà mai la luce. Nel 95 riceve il Leone doro alla carriera al Festival del cinema di Venezia, con Bruno Bigon cura della direzione di Oggi è un altro giorno - Milano, 1945-1995, un documentario dedicato alla Resistenza, Milano, la rivista attraverso gli occhi di un gruppo di studenti di scuola superiore. Morì il 16 maggio 1997.

                                     

3. Riconoscimenti e Premi. (Awards and Prizes)

Nel 1947 ha ricevuto il Nastro dargento per il regista per il film Caccia tragica.

Nel 1950 è stato candidato, con il co-autore Carlo Lizzani, il premio Oscar nella categoria miglior storia originale per il film Riso amaro

Nel 1959, il film La strada lunga un anno di produzione, in jugoslavia, è stato nominato per il premio Oscar nella categoria di miglior film straniero. Nella stessa categoria ha vinto un Golden Globe.

Nel 1995 ha ricevuto il Leone doro alla carriera al festival del cinema di Venezia.

Alla memoria di De Santis viene assegnato ogni anno, dal 1999, il premio Dolly doro Giuseppe De Santis, ha stabilito lassociazione a lui intitolata. Il premio viene assegnato a giovani registi emergenti. Tra i vincitori sono di Marco Bechis, Paolo Sorrentino, Vincenzo Marra, Kim Rossi Stuart, Alessandro Angelini, Andrea Molaioli, Fratelli, sorelle, Damiano e Fabio Dinnocenzo.

                                     

4. Filmografia. (Filmography)

Direttore. (Director)

  • Non cè pace tra gli ulivi, 1950.
  • Un apprezzato professionista di sicuro avvenire 1972.
  • Riso amaro 1949. (Bitter rice 1949)
  • Uomini e lupi co-direttore, 1957.
  • Giorni di gloria, co-diretto, 1945 - Documentario.
  • Giorni damore 1954. (Days of love 1954)
  • Il bachelor pad 1960.
  • Caccia tragica 1947.
  • Il gatto cortometraggio, 1942.
  • Italiani brava gente 1965.
  • Un marito per Anna Zaccheo, 1953.
  • La strada lunga un anno 1958.
  • Roma ore 11 1952.

Sceneggiatore. (Screenwriter)

  • Don Pasquale, per la regia di Camillo Mastrocinque 1940.
  • Lultimo amore, regia di Luigi Chiarini 1947.
  • Redenzione, diretto da Marino Girolami 1953.
  • Il sole sorge ancora, regia di Aldo Vergano 1946.
  • Desiderio, diretto da Roberto Rossellini e Marcello Pagliero nel 1946.
  • Le donne proibito, regia di Giuseppe Amato 1953.
  • Lossessione per la regia di Luchino Visconti, 1943.

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